Nello stampaggio la temperatura dello stampo ha una notevole influenza sulla qualità dei pezzi e sul ciclo di lavoro.
Lavorando con una temperatura dello stampo troppo bassa si possono verificare i seguenti problemi:
•Rapido degrado dello stampo;
•Espulsione difficoltosa;
•Contrazione del pezzo attorno a spine;
•Saldature tra metallo e stampo;
•Diminuzione dell’efficacia dei lubrosepa-ratori;
•Instabilità dimensionale;
•Riempimento incompleto.
Operando viceversa con una temperatura dello stampo troppo alta si potrà riscontrare:
• Difficile espulsione del getto (deformazioni, attaccature)
• Rapido degrado del lubroseparante
• Allungamento del tempo ciclo
• Instabilità dimensionale del pezzo
• Formazione di bolle
• Presenza di porosità e cavità da ritiro
• Aumentata usura dello stampo
Appare chiaro che il corretto controllo della temperatura dello stampo, assume un’importanza vitale per l’ottenimento di un’elevata e costante qualità della produzione accanto ad un’ottimizzazione del ciclo produttivo.
I termoregolatori sono delle apparecchiature elettromeccaniche che hanno il compito di regolare termicamente gli stampi utilizzati durante il processo di pressofusione.
La regolazione termica avviene riscaldando e/o raffreddando un fluido (olio diatermico o acqua pressurizzata), che viene poi inviato, tramite un’elettropompa, all’interno di canali ricavati nello stampo; la trasmissione di calore alla superficie stampante avviene poi per convezione tra il fluido e la superficie dei canali e per conduzione attraverso il materiale dello stampo stesso.
Con l’utilizzo di centraline di termoregolazione si possono evidenziare i vantaggi principali indicati nei quattro punti successivi:
1) MIGLIORAMENTODELLE CARATTERISTICHE MECCANICHE E DI TENUTA DEL GETTO PRESSOFUSO.
2) POSSIBILITA’ DI AUMENTARE LA PRODUTTIVITA’ DELLE PRESSE ATTRAVERSO LA DIMINUZIONE DEL TEMPO CICLO.
3) AUMENTO DELLA VITA DEGLI STAMPI.
4) DIMINUZIONE DEGLI SCARTI INIZIALI.
Le caratteristiche meccaniche di un getto pressofuso sono strettamente correlate alla morfologia strutturale della lega e alla sua granulometria. Con l’aumentare del numero di grani per unità di volume ossia con una struttura cristallina fine si riscontra un miglioramento dei seguenti valori:
- allungamento %;
- resistenza meccanica a trazione;
- durezza;
La grandezza dei cristalli nella pressofusione è indubbiamente legata al tempo locale di raffreddamento del getto:
Utilizzando i termoregolatorI si ottiene una velocità di raffreddamento molto elevata e quindi si migliorano le proprietà meccaniche e di tenuta del pezzo.
Su pezzi aventi spessori differenti è possibile uniformare le proprietà meccaniche e di tenuta, rendendo costante il tempo di solidificazione nelle varie zone del getto, riscaldando le zone troppo fredde (di piccolo spessore) e raffreddando le zone troppo calde (di grosso spessore).
Con l’utilizzo dei termoregolatori è possibile ottenere un miglioramento della produttività aziendale.
Aumentando i getti/h si ha un incremento della quantità di calore trasferita dalla lega alla superficie stampante (per la lega UNI 5076 Q= 798 Kj/Kg), da cui si produce un aumento della temperatura dello stampo, dal quale deriva un aumento del tempo di solidificazione.
Con l’ausilio di centraline di termoregolazione, è possibile mantenere un numero di stampate elevate in quanto questo incremento termico viene smaltito aumentando il raffreddamento.
Gli stampi che vengono normalmente utilizzati nel processo di pressofusione hanno caratteristiche fisiche e meccaniche che variano con la temperatura, come dal grafico nella pagina a fianco.
Con i termoregolatori è possibile ottenere un preriscaldamento adeguato dello stampo per:
• Superare la temperatura di transizione Fragile/Duttile dell’acciaio (circa 150°C), al di sotto della quale c’è un’alta probabilità che si evidenzino danni strutturali dovuti a fatica termica.
• Ridurre il gradiente termico tra lo stampo ed il metallo fuso sia in fase di pre-stampaggio che durante i fermi macchina, limitando notevolmente le tensioni termiche nell’acciaio.
Operando nel modo descritto è possibile ottenere un incremento di durata degli stampi anche del 27-30%.
Il riscaldamento dello stampo ad inizio ciclo e comunque durante i fermi macchina, oltre che aumentare la vita degli stampi, diminuendo gli shock termici e permette di ridurre il numero delle stampate necessarie per portare in temperatura la figura.
Conseguentemente è stato verificato che in alcuni casi la riduzione degli scarti ha raggiunto valori approssimabili al 65%.